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Domenica 28 Giugno 2026

RACCONTI DELLA DOMENICA — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI ha lavorato e vive in Valdera, a Pontedera. Gli piace scrivere, ma non è uno scrittore. Solo uno che scrive.

Res rebus

di Marco Celati - Domenica 28 Giugno 2026 ore 08:00

Le cose per non perderle bisogna lasciarle in vista, in giro. Se le metti a posto vanno a finire chissà dove, si nascondono nell’irreperibile e te ne dimentichi. Così quando ti occorrono e le cerchi non sai più dove sono e allora rinunci. Bisogna imbattersi nelle cose per trovarle. Lasciarle dove le puoi vedere: res in medias res.

Non è tanto diverso con le persone, che se le perdi di vista non ricordi chi sono, dove sono, che fanno. Si celano nella moltitudine assente delle figure, dei volti, delle anime. La memoria non ha faldoni datati e cassetti ordinati. Né archivi di nomi e foto tessere. Spesso è un insieme di minutaglie, un’accozzaglia di dimenticanze.

Non gli piaceva uscire, quello che gli piaceva era tornare a casa a risolvere i suoi rebus. La vita è un rebus, Sanguineti ci scriveva poesie. «Est modus in rebus»? Chissà. Uscire voleva dire andare incontro alle persone, alle cose. Alle strade che portano altrove. Più in là, avanti, oltre ciò che c’è o che resta del presente e del tempo. Incontro a quello che viene o può essere. Al futuro. Ma sembra che al futuro non freghi un cazzo di noi, e che la cosa sia reciproca. Noi che abbiamo scelto di sposare la contemporaneità e forse avremmo anche potuto evitarla. Almeno in parte.

«La nostra ferita è aperta sotto il giogo dei tempi. Vedi, dietro la foresta che attraversiamo con tremore, un castello illuminato nella sera ci aspetta». La ferita la sento, la foresta l’attraverso, ci sto dentro. Ma non vedo nessun chiaro castello nella sera che attende. E la stessa idea di un castello m’inquieta. È che se «uccidi tutti i tuoi demoni, anche gli angeli potrebbero morire». Gli angeli ribelli cadere. Così stasera che l’aria sa di afa e di pioggia, affacciato al mio condominio, aspetto con ansia e timore la bufera.

Non siamo nati perfetti, anzi è l’imperfezione da cui tutto scaturisce. E i fisici ne cercano la formula elegante. La teoria. La regola dell’irregolarità, l’oscuro che fa espandere la luce dell’universo. La soluzione forse è lì, alla vista, alla portata e ci aspetta, o rimane nascosta nel cassetto degli attrezzi disordinato della nostra comprensione. E tutto ciò non è tanto diverso dall’eco dell’esplosione dei tempi. Delle democrazie labili e degli assolti assoluti dei despoti, del fragore delle armi e delle richieste di paci giuste, interessate o indifese. Occorrerebbe dare al disordine, al disequilibrio una risposta spiazzante. Approfittarne.

Non so bene delle cose, delle persone, del mondo. Quali demoni uccidere o seguire. Non so se verrà la bufera a liberare questo sentore afoso di pioggia. A dargli un senso o una fine. E come si risolveranno i tempi a cui partecipo. Che spiegazione hanno, quale sarà la chiave. Se ci spetta un futuro o un declino. Ora come ora so solo che, in questo immane casino e a proposito di chiavi, se ritrovassi la dannata, piccola brugola che serve a stringere gli agganci della malferma tavoletta del cesso, oh cazzo, sarebbe già un passo avanti, per me e l’umanità.

Marco Celati

Pontedera, 28 Giugno 2026

P.S. Alcune ragionamenti sui tempi e il futuro e, in corsivo tra virgolette, i versi di R. M. Rilke sono riportati dal film «Il Mago del Cremlino», adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Giuliano Da Empoli. Bello e obbligatorio, aiuta a capire. Laltra frase in corsivo virgolettato, sentita nel film «Transsiberian», è tratta da un aforisma di Tennessee Williams. I rebus della «Settimana Enigmistica» sono utili per esercitare la mente. Logica e anche poesia per Edoardo Sanguineti e la sua raccolta poetica «Rebus». Se ci sia «una misura nelle cose» non lo so. Lo scrisse Orazio e bisognerebbe conoscere le «Satire», che non c’azzeccano con i rebus. O forse sì. La chiave a brugola poi lho trovata, sommersa in un cassetto di cianfrusaglie. Io ho risolto, ma onestamente non so quanto lumanità se ne sia avvantaggiata.

Marco Celati

Articoli dal Blog “Racconti della domenica” di Marco Celati