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martedì 15 giugno 2021

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​E se l’impotenza fosse il vero potere?

di Federica Giusti - venerdì 26 marzo 2021 ore 10:11

Titolo provocante, lo so. Ed è volutamente così!

Inizio subito ponendovi una domanda: a cosa vi fa pensare la parola impotenza? Se googoliamo un po', troviamo definizioni come “Assoluta e avvilente assenza delle normali o necessarie capacità”, “L’incapacità di un organismo a esplicare un atto o una funzione”. Quindi impotente ha un’accezione esclusivamente negativa, almeno sui nostri vocabolari.

Ma ne siamo davvero convinti?

Io credo che l’impotenza sia e possa essere anche un utile propulsore verso il cambiamento. Spesso intendiamo l’agire diversamente come comunque un agire, un mettere in atto un comportamento specifico. In realtà, alcune volte, il cambiamento del vecchio atteggiamento richiede esattamente il contrario, richiede il rimanere lì, di non fare, di tollerare la frustrazione che tutto questo genera.

Ecco che l’impotenza, l’impossibilità di agire, ci rende paradossalmente potenti, in grado davvero di fare qualcosa per noi stessi, qualcosa che sia utile, che ci sproni a cambiare in maniera autentica e profonda.

Ci sono delle situazioni nelle quali l’azione vince. Se accuso un forte dolore al petto, devo muovermi a farmi controllare dal medico, se scade il termine per inviare i moduli per un concorso al quale voglio partecipare, mi devo attivare prontamente.

Ma ci sono anche situazioni nelle quali possiamo fare davvero poco.

Situazioni in cui è necessario fermarsi e accettare l’impotenza. A cosa mi riferisco? Alle relazioni con gli altri e a quella con noi stessi. Accettare alcune spigolosità altrui, capire che non si possono costringere gli altri a coincidere con il nostro ideale, perché no, iniziare a capire che ribellarsi al Covid non ha molto senso, ne ha di più iniziare a seguire i protocolli, fermi, ma non certo passivi.

Pandemia a parte, emerge come siano molti i contesti nei quali noi siamo impotenti e, contemporaneamente, va anche bene così, purché si inizi a tollerare la frustrazione che ne deriva.

Allora proviamo, ognuno di noi provi almeno per un attimo a stare fermo ed ascoltare la sua pancia, che sensazioni dà, che tolleranza riusciamo ad avere, come possiamo cambiare rimanendo fermi.

E fatemi sapere come è andata!

Federica Giusti

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