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martedì 23 luglio 2024

DISINCANTATO — il Blog di Adolfo Santoro

Adolfo Santoro

Vivo all’Elba ed ho lavorato per più di 40 anni come psichiatra; dal 1991 al 2017 sono stato primario e dirigente di secondo livello. Dal 2017 sono in pensione e ho continuato a ricevere persone in crisi alla ricerca della propria autenticità. Ho tenuto numerosi gruppi ed ho preso in carico individualmente e con la famiglia persone anche con problematiche psicosomatiche (cancro, malattie autoimmuni, allergie, cefalee, ipertensione arteriosa, fibromialgia) o con problematiche nevrotiche o psicotiche. Da anni ascolto le persone in crisi gratuitamente perché ritengo che c’è un limite all’avidità.

​I bulli d’Italia e i masochisti d’Italia

di Adolfo Santoro - sabato 22 giugno 2024 ore 08:30

Secondo i dati di assistenza della Caritas la povertà ha raggiunto nel 2023, in Italia, i massimi storici: + 40% rispetto al 2019, + 5,4% rispetto al 2022. Sono assistiti dalla Caritas soprattutto famiglie con figli piccoli ed in povertà cronica, lavoratori – soprattutto stranieri con basso livello di istruzione– e persone senza fissa dimora.

Allo stesso tempo l’anticiclone africano avanza nella latitudine-nord: la Sicilia è ormai parte metereologica dell’Africa ed avrà grossi problemi di sete, mentre a La Mecca, durante l’annuale pellegrinaggio alla radice dell’Islam, si sono raggiunti i 47°C e centinaia di “fedeli” – ben nascosti dal regime, che aspira a rientrare nel novero delle “democrazie” - sono stati uccisi dal caldo. E questo mentre i G7-nani osservavano nella Disneyland pugliese, appositamente costruita, le evoluzioni dei vessilli italiani nel cielo; sì, perché, mentre gli aerei italici inquinavano il cielo e la presidente Meloni annunciava che il clima era una delle priorità del summit, il comunicato finale riconfermava solo quanto già di sapeva e non c’era nessun piano per l’abbandono delle fonti fossili. Nella passerella del summit si è parlato invece di armi, del gas africano, del nucleare e di improbabili soluzioni ecologiche. Un G7 da perecottari, insomma!

La perecottagine si conferma nella politica interna, dove al povero indiano maciullato dal caporalato il governo, al fine di rassicurare l’indignazione televisiva, risponde muscolarmente inasprendo le pene, mentre preferisce non parlare di un rafforzamento delle ispezioni sul lavoro: l’ispezione dei luoghi di lavoro è evidentemente un argomento scabroso, dal momento che l’Italia si avvia a diventare una Repubblica fondata sui morti di lavoro da sub-appalto e da caporalato.

La stessa perecottagine si configura nell’attuazione del programma elettorale dei tre partiti di governo.

Lo “Spacca-Italia”, altrimenti nota come “Autonomia differenziata”, è legge, ma è una legge che, per una serie di motivi, non entrerà mai compiutamente in vigore: anzi tutto perché non ci sono i soldi. È solo pubblicità: serve ad intrattenere per i prossimi anni il popolo televisivo – o, almeno, il popolo dei votanti, che possiede ancora un mezzo di telecomunicazione. La stessa funzione di favorire il tifo acceso ha l’”ideona” del “premierato”, che vuole ridurre la Repubblica ad una Monarchia elettiva plebiscitaria col jack-pot del premio di maggioranza: i telespettatori, abituati al tele-voto, come la plebe degli spettacoli del Colosseo, potrà così urlare per salvare o far uccidere qualche gladiatore o come la plebe ebrea potrà urlare se vuole salvare Gesù o Barabba. Il programma di due partiti di governo è perciò chiaro: è costituito da mezzi di distrazione di massa e di distruzione dell’unità d’Italia e della Costituzione. Risorgimento e Resistenza vengono annullati dalla Restaurazione a favore della realizzazione autoritaria di un’apartheid, di una colonizzazione del Sud da parte di Lombardia e Triveneto, in attesa che, come un giornalista-scrittore ha notato, anche Piemonte e Marche rientrino nel Sud-Italia.

Lo stesso giornalista-scrittore si è chiesto: “Quale opzione resta alle Regioni del Sud?”. La risposta che si è dato suona un po’ così: “Come in Africa, resta l’opzione, da ex-colonie, di chiedere alla Cina la costruzione di quelle infrastrutture che i perecottari non sono riusciti a realizzare! “.

E tra i perecottari storici vanno ovviamente annoverati gli pseudo-oppositori di Berlusconi: i due primi-della classe della scuola del PCI delle Frattocchie – D’Alema e Fassino. E il comico qualunquista che aveva collocato i parlamentari Cinquestelle, eletti ai tempi dei successi elettorali, nel gruppo europeo del razzista Farrage e che aveva favorito l’ingresso, senza se e senza ma, del suo gruppo politico nel governo Draghi.

Ma, all’interno del governo italiano, chi, zitto zitto, sta ottenendo risultati è il terzo componente: quello che ha in programma di addomesticare la magistratura, in modo che le indagini per fatti come quelli di Genova, dominati da ipotesi di reato come voto di scambio e collusione con ambienti mafiosi, siano prevenute dal Grande Fratello”prevenuti”. In barba a Borsellino, ad esempio, il Ministro di Grazia e Giustizia potrà ora controllare via Cyber le indagini dei magistrati sul malaffare, mentre il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, lamenta il ritardo e l’inefficacia delle azioni del governo nel contrasto delle cybermafie.

La gazzarra sull’autonomia differenziata e sul premierato serve dunque a nascondere che tra il 2022 e il 2023 il debito pubblico italiano è aumentato del 4%: il debito pubblico italiano è al 137,3% del PIL, secondo in Europa solo a quello della Grecia che è al 162%. L’Unione Europea, al fine di evitare la tendenza all’aumento del debito pubblico italiano al 148% nel 2029 e al 164% nel 2034, ha imposto un taglio di almeno 10 miliardi l’anno nel bilancio pubblico. I soldi in Italia, dunque, non ci sono e sanità, scuola e trasporti saranno ulteriormente tagliati. E, allora, via alle gazzarre, mentre gli indici dicono di un’Italia sempre più ingiusta! Ad esempio nell’anno di questo governo la parità di genere ci ha trovato retrocessi di 24 posizioni: siamo ottantasettesimi su 146 Paesi del mondo, dopo 22 stati africani!

Ma a votare i “bulli d’Italia” sono stati i “masochisti d’Italia”!

L’opera di Sigmund Freud è scandita dal sado-masochismo, dall’affiancamento dell’istinto di vita all’istinto di morte, anche quando non gli era ben chiaro il costrutto di “istinto di morte”. Fin dal 1905, nei Tre saggi, il masochismo viene considerato secondario rispetto al sadismo. Il tema del masochismo viene poi ripreso in Coloro che soccombono al successo (1916), in Un bambino viene picchiato (1919) e in Il problema economico del masochismo (1924), in cui stabilisce il primato del masochismo sul sadismo. Qui, accanto al masochismo erogeno o primario e al masochismo femmineo, individua una terza categoria, che qui ci interessa: il masochismo morale. Questo è legato alla colpa e al bisogno di punizione: qui il sadismo del Super-Io si aggancia al masochismo dell’Io. Nel masochismo morale si ha la sessualizzazione della moralità ed il soggetto gode della punizione morale come di una soddisfazione sessuale, tanto più se è una femmina – la Strega cattiva - a comminare la punizione attraverso le abbuffate involontarie. Ma c’è anche il fallimento lavorativo perpetrato da chi perde per non rivaleggiare col proprio padre! Theodor Reik nota acutamente che il masochista non è un perdente, inerme e impotente, ma è un narcisista, che s’impone all’attenzione dell’altro con la sua sofferenza, col suo sacrificio: ottiene, come Gesù in croce, la “vittoria attraverso la propria sconfitta”.

E così il masochismo morale divide il popolo italiano - che pur si dichiara nei sondaggi prevalentemente contrario alla politica di Zelensky o di Netanyahu - tra chi frequenta la Caritas e chi vota per i partiti belligeranti. Fino a quando durerà questa farsa?

Ancora per un bel po’, direi. Almeno se si tiene conto dell’involontaria comicità di quanto accade quotidianamente.

Ad esempio, sono anni – da quando la NATO ha iniziato le esercitazioni militari nei mari italiani – che attorno all’isola d’Elba si odono boati non meglio identificati. Il buon senso direbbe che gli aerei supersonici della NATO, oltre all’inquinamento dell’aria, provochino anche un inquinamento acustico: i boati che periodicamente si sentono. Fino all’ultimo boato del 20 giugno scorso, che si è sentito dall’Argentario a Grosseto, fino a Livorno.

Senza che gli animali avessero dato segni d’inquietudine, senza il dondolamento di lampadari, senza che il sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti ne desse contezza, ma solo in presenza di tremore di porte e finestre, che segnalavano un evidente spostamento d’aria, lo scorso 20 giugno le autorità politiche e militari si sono affrettate a parlare di terremoto di magnitudo 3-4. Salvo poi essere sconfessate dalla versione del meteorite!

Eh, sì! È certamente possibile che una pioggia di meteoriti cada negli ultimi anni quasi solo sull’isola d’Elba: c’è qualche forza aliena – non la NATO, per carità – o il cosmo interplanetario che si diverte a giocare ai soldatini accanendosi – chissà perché – con l’isola d’Elba!

Adolfo Santoro

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