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Martedì 07 Aprile 2026

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

Vino, il clima ci mette alle “corde”

di Nadio Stronchi - Martedì 07 Aprile 2026 ore 08:00

Un conto è non sapere, altro conto è prendere atto e cercare di risolvere le complicazioni che si vengono a creare con l'evoluzione naturale dell'ambiente.

Anche in enologia le difficoltà non finiscono mai; Qualcuno di noi vorrebbe che ci fosse una situazione stabile e duratura dopo avere risolto “l'ultimo” problema. Noi abbiamo il raggio di azione della nostra creatività del breve periodo, l'ambiente in cui viviamo è fatto di cambiamenti con tempi lunghi. Il clima è una problematica complessa e in larghissima parte determinante su ogni cosa che fa parte della vita del pianeta Terra. La temperatura come elemento che fa girare ogni cosa, anche il vino. Mio nonno diceva: “dove non si può rimediare completamente occorre rattoppare” E' quello che facciamo da quando siamo con i piedi sulla Terra. Periodi disastrosi, periodi accettabili e periodi brevi con una vita ideale. Se anche il vino deve affrontare molte difficoltà non deve essere un dramma continuo; Ora, sembra che il problema primario sia la troppa alcolicità che alcune zone vinose dell'Italia e del mondo hanno. Dentro i cambiamenti climatici ci sono tutte le contraddizioni che ci sono anche nel settore enoico; Chi deve affrontare troppo sole e chi con il troppo sole ci guadagna; chi studia nuove soluzione e chi si arrovella per proteggere le uve dalla cottora estiva. Vi rendete conto cosa dovremmo cambiare delle strutture che sono state create in decenni. Le soluzioni in un contesto capitalista, che è il meglio che disponiamo ora, sono a portata di mano di chi ha le risorse economiche; Lo Stato non può pensare solo all'enologia, e così siamo in attesa che qualche società enoica di grandi dimensioni inizi a trasformare metodi e strumenti per affrontare i danni che fa il clima con le proprie temperature con sbalzi estremi che dureranno nel tempo lungo. Intanto dobbiamo accettare anche i vini di 15% di alcol più possibile (armonici) attraverso la maestria degli enologi e dei docenti e dei capitali disponibili. Chi lavora in enologia di solito è molto individualista, ma fare una spece di rivoluzione enoica occorre essere un numero elevato di produttori. Un suggerimento: intanto cercate di previlegiare dei vini (armonici) cioè: con caratteristiche della finezza in tutti i loro aspetti. Nel XIV secolo ci fu una “ Rivoluzione” enoica rispetto all'alto MedioEvo, con produzioni di vini un poco più curati, ma non c'era ancora dei metodi per valutarli nelle qualità e nei difetti e il vino veniva consumato come una spece di “carburante”, non tutto in purezza; C'era anche il vino “acquarello”, cioè vinacce “ lavate”. Complessivamente ne veniva consumato 270 lt. procapite all'anno. L'alternativa era bere acqua, a volte, marcia. Non bisogna mai scordare che i primi vini decenti, cioè senza difetti sono comparsi dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la voglia di risollevarsi. Una nuova “rivoluzione” enologica quando ci sarà. Le rivoluzioni una volta costavano molte vite, oggi, costano molti “quaini”. Il mercato che consuma è la spina dorsale di ogni settore, anche in quello enologico è la stampa specializzata che la fa da padrona, spesso a tutti i costi; Ma alla fine è il consumatore, come fosse un elettore, a decidere a seconda del potere di acquisto. Credo che ci sia troppo vino e molto ha un costo esorbitante. Credo anche che tra non molti anni ci sarà una rivoluzione del “RIDIMENSIONAMENTO quantitativo enologico”. Ci sono già aziende agricole VERTICALI. Perchè non la viniviticoltura che può essere contenuta e più armonica creando ambienti (o pianta) che ritardino la maturazione. Vi propongo questo vino per due motivi: uno è perchè ha una gradazione contenuta e due perchè ha una qualità prezzo eccezionale; lo voglio dire: 6 euro. Furtivo IGT. Az. Vinicola Podere Nannini, in località Casa al Volpi, n. 6, in Campiglia Marittima. Lo gestiscono la famiglia con una passione eccezionale. Fanno agriturismo con Liviana grade cuoca. Ecco il significato del nome.

 Esame organolettico. Colore: giallo paglierino con ottima tonalità. Olfatto: franco, con note di fiori e frutti maturi. Gusto: armonico, sapido con note morbide di frutti. Sta bene in bocca. Quando si dice della alcolicità; qui c'è nel modo giusto.

Nadio Stronchi

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