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martedì 06 dicembre 2022

VIGNAIOLI E VINI — il Blog di Nadio Stronchi

Nadio Stronchi

Nadio Stronchi, autore di “Vignaioli e vini della Val di Cornia e Isola d’Elba”, è un appassionato cultore di vini e, più in generale, di mondo agricolo. Bibliofilo e instancabile ricercatore è stato promotore di attività enoiche dentro la storia locale Val di Cornia, Toscana

​La competizione ha giovato in qualsiasi epoca

di Nadio Stronchi - martedì 12 luglio 2022 ore 10:30

I cugini francesi (abitanti della Gallia in epoca romana) usufruirono della vitivinicoltura di un certo valore portata dai conquistatori romani, ma in seguito, nei secoli, divennero più bravi viticoltori di noi Italici, fino agli anni 1960, quando in Italia nacque l’Associazione Enotecnici Italiani (oggi enologi laureati) che iniziarono con le loro proposte e il loro lavoro nelle aziende vinicole a infondere nuove metodologie della coltivazione della vite, dell’organizzazione di cantina e metodi innovativi delle vinificazioni; curare una vitivinicoltura da tempo “malata”, così come faceva il medico della mutua andando a curare i malati a casa propria. 

Le ragioni dei nostri ritardi, forse, vanno ricercati che da dominatori, per circa mille anni, dal VII sec aC. Fino a V sec dC. che si divenne dominati e divisi fino alla metà del XIX secolo con l’Unità d’Italia, 1860. Una vitivinicoltura maltrattata per secoli. I cugini francesi, anche per la lungimiranza dei loro nobili iniziarono prima di noi a sviluppare l’enologia con metodo e professionalità arrivando a tal punto che gli umili cantinieri sapevano riconoscere le qualità dei vini, mentre in Italia sono stati i poeti che disquisivano sulle peculiaretà.

L’Associazione Enotecnici Italiani prima, gli Enologi poi sono riusciti a collaborare con tutte le istituzioni inerenti al mondo enoico e dopo un decennio, dal 1960, ecco che sono arrivati i primi risultati sulla qualità dei vini; In un crescendo stupefacente e, dal 1980, molti dei nostri vini hanno superato i migliori francesi.

La DOC Maremma Toscana è nata nel 2011 e subito si è sviluppata una ampia zona vinosa con la coltivazione di vitigni ormai in uso in Maremma anche in altre DOC confinanti. Ricordo le dichiarazioni di Ezio Rivella, enologo di prestigio, allora direttore della soc. vinicola Villa Banfi, il quale rilasciò al giornale La Nazione, molti anni fa, un suo pensiero professionale su cosa potesse diventare la Maremma sotto il profilo enoico. “Tra non molto quasi tutta la Maremma diventerà la “California d’Italia”. Rivella ebbe un fiuto di lunga gittata che si è puntualmente avverato.

Il vino Sassabruna e’ un connubio di etimi che sono un fusione tra il nome del paese, montemassi, e il fiume bruna che in epoca etrusca sfociava nel lago di prile collocato tra il mare e le colline metallifere nella pianura grossetana dell’etruria. Ora è una zona vinosa stupenda.

Sassabruna DOC Maremma Toscana. Fatto con uve di Sangiovese, Merlot e Syrah. Da un colore rosso rubino intenso. Profumo: Intensi profumi di frutti rossi maturi e sottobosco. Gusto: pieno, caldo, avvolgente. Leggero retrogusto tannico che con il tempo si arrotonderà. Notevole sensazione finale. Ottimo rapporto qualità-prezzo.

Nadio Stronchi

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