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martedì 21 agosto 2018

Attualità venerdì 11 dicembre 2015 ore 10:00

Saeco, ora si chiede l'intervento di Roma

Anche la Confcommercio di Pistoia preoccupata per il destino dei lavoratori dello stabilimento dopo l'annuncio di riorganizzazione



ABETONE — Una preoccupazione che accomuna entrambi i versanti dell'Appennino, quello emiliano come quello toscano. Anche se lo stabilimento Saeco si trova a Gaggio Montano, infatti, l'eventuale riduzione del personale si ripercuoterebbe anche sul tessuto sociale della montagna pistoiese dove vivono molti dipendenti dell'azienda. 

Per questo Confcommercio Pistoia ha chiesto l'intervento da Roma. 

Quasi il 50% dell’attuale organico dello stabilimento di Gaggio Montano sarebbe infatti coinvolto dagli esuberi, spiega l'associazione. Un dato allarmante che rappresenterebbe un colpo fatale per la realtà della montagna, non solo per le aree del versante emiliano dell’Alta Valle del Reno, ma anche per tutti i comuni limitrofi della montagna Pistoiese, cioè Sambuca, Pistoia e San Marcello Pistoiese. 

Un ennesimo colpo alla fragilità produttiva del territorio dopo la chiusura della SMI di Campotizzoro e la perdurante crisi della Demm e delle Terme di Porretta.

“Non possiamo restare fermi e vedere la nostra montagna perdere sempre più valore economico e sociale – dice Fausto Savigni, presidente della delegazione Confcommercio di Sambuca Pistoiese – Auspichiamo che il Governo si faccia presto carico di questo problema e insieme a Philips possa trovare soluzioni adeguate per scongiurare la riduzione prevista e individuare un adeguato piano di rilancio per lo stabilimento, che rappresenta uno dei pilastri per il futuro della nostra montagna”.



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