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Attualità domenica 14 febbraio 2021 ore 13:50

L'alba arancione ri-beffa la montagna

sci

Sulle speranze dello sci per la riapertura si è abbattuta la tagliola dei contagi Covid. In Regione chiesta la convocazione urgente del tavolo neve



ABETONE CUTIGLIANO — Nell'alba della Toscana in zona arancione, gli impianti restano fermi e ora per la Montagna si teme seriamente il collasso. Sulle speranze degli operatori per la possibile riapertura del sistema neve che sarebbe avvenuta domani, se la Toscana fosse rimasta in zona gialla, si è infatti abbattuta la tagliola dei contagi Covid-19 in rialzo. Così, il turismo bianco subisce una nuova beffa da parte del desitno pandemico, e in consiglio regionale si chiede adesso la convocazione urgente del tavolo neve per la Montagna pistoiese, la Lunigiana e la Garfagnana.

Confcommercio Pistoia e Prato lancia l'allarme: “Per una serie di sfortunate coincidenze la Montagna è ancora una volta messa in ginocchio dall’ennesima mancata ripartenza. Dopo mesi di blocco delle attività abbiamo lavorato con impegno per prepararci alla riapertura", afferma Rolando Galli, membro di giunta in Confcommercio.

"La notizia della zona arancione che ci fermerà per altre due settimane arriva come ennesimo colpo dopo quasi un intero anno di stop che ha fortemente penalizzato l’intera economia invernale del territorio. Non parliamo soltanto delle società di gestione degli impianti che, in rispetto dei vari Dpcm che si sono susseguiti negli ultimi mesi - sottolinea Galli - per ben quattro volte hanno sopportato costi ingenti per prepararsi alle riaperture previste successivamente resi vani dal cambio delle disposizioni legislative".

"Si tratta di aziende e lavoratori che a fronte di un calo sostanziale del proprio lavoro, non hanno ricevuto alcun sostegno adeguato e si trovano a guardare oggi con sempre maggior incertezza. A differenza di altre zone, più ci avviciniamo alla fine dell’inverno e più vediamo sfumare un’altra stagione e con questa la possibilità di arginare i gravi danni causati dalla pandemia". Gli operatori chiedono attenzione istituzionale a tutti i livelli, così da scongiurare il tracollo della Montagna dal punto di vista sia economico che sociale.

E proprio sul fronte politico-istituzionale arriva la richiesta del consigliere regionale del Pd Marco Niccolai, presidente della commissione Aree Interne, che chiede un tavolo dedicato per la montagna pistoiese, così come per Lunigiana e Garfagnana: "Il passaggio in zona arancione, tra le altre cose, significa che le stazioni invernali, per le quali era stata ipotizzata la partenza dell'attività di sci per la prossima settimana qualora fossimo rimasti in zona gialla, dovranno rimanere ancora ferme. Questo ha un impatto pesante dal punto di vista economico e sociale sulla montagna pistoiese, in Lunigiana, in Garfagnana e in Amiata".

Niccolai riferisce di aver contattato l'assessore regionale Leonardo Marras per chiedergli una rapida convocazione del tavolo neve già istituito dalla Regione: "Dobbiamo concertare un'azione forte ad ogni livello affinché il settore degli sport invernali, che rappresenta molto dal punto di vista turistico e occupazionale per i territori montani, non abbia un colpo mortale a causa degli effetti della pandemia. La Regione è in campo.”

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