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Attualità martedì 14 febbraio 2023 ore 18:35

Cambia il clima, in Toscana oltre un grado in più

sole d'autunno

Meno neve e più pioggia, vitigni coltivabili anche in altura: così mutano le stagioni sulle vette montane, sì, ma non solo. Tutti i dati



TOSCANA — Oltre un grado in più negli ultimi 50 anni con picco di 1,4 gradi a Dicembre, conseguente mutazione da neve a pioggia delle precipitazioni, poche, e aria calda che arriva in anticipo rispetto al consueto in un clima che adesso consente di coltivare vitigni anche in altura: è così che in Toscana cambia il clima, specialmente sulle vette montane ma non solo, in uno scenario che in prospettiva spinge a ridisegnare le strategie anche turistiche, visto che la stagione sciistica ad esempio va accorciandosi.

E' quanto emerso nel corso di un'audizione svoltasi nella commissione Aree interne del Consiglio regionale della Toscana presieduta dal consigliere Marco Niccolai (Pd) che ieri ha ascoltato l'assessora regionale all’ambiente Monia Monni e l'amministratore unico del Consorzio Lamma Bernardo Gozzini proprio sul tema degli effetti dei cambiamenti climatici nelle aree montane della Toscana con presenza di stazioni sciistiche.

Gozzini tuttavia ha allargato l'orizzonte dell'esposizione alla tematica termica più generale, illustrando anche i dati di una ricerca effettuata sulla temperatura media di quattro capoluoghi di provincia - Arezzo e Firenze, Grosseto e Pisa - dove nel 2022 si è registrato un aumento delle temperature. 

Sono stati esaminati i periodi tra il 1961 e il 1990 e i periodi dal 1990 al 2022. Ebbene: l'aumento tendenziale è stato circa di un grado, con fenomeni più intensi ad esempio a Firenze che a Giugno ha toccato i 41 gradi. A Ottobre poi è piovuto pochissimo, mentre a Natale si sono registrati addirittura 16 gradi. 

L’ultima estate tanto più calda rispetto alla media ha avuto in montagna ricadute sull'innevamento e sulla evaporazione dei corsi d’acqua, oltre a esporre a maggior pericolo d'incendi e a modificare parte dell'agricoltura con fioriture in anticipo e la vite divenuta coltivabile fino ai 900 metri di altitudine.

Così in vetta

E proprio sulle montagne è stato illustrato un focus, confrontando i dati termici di tre stazioni: Boscolungo, Abetone e Santa Fiora, paragonati con quelli del Monte Cimone per capire se ci fossero indicatori specifici per l'Appenino toscano. I dati riguardano i mesi da Dicembre a Marzo e includono temperatura media, giorni di gelo e i giorni quando anche la temperatura massima è sotto lo zero.

“Guardando l’Abetone - ha spiegato Gozzini - tra Dicembre e Marzo il trend in montagna presenta un aumento significativo di 1,2 gradi in 50 anni, abbiamo meno neve e più pioggia. In Dicembre l’aumento è di 1,4 gradi e a Gennaio di 1,3 gradi. Sono dati significativi, che potrebbero non rientrare nel clima abituale. Inoltre, aumenta la variabilità a Dicembre. Monte Cimone, che è più alto, registra un aumento della temperatura di 2 e 3 gradi. Assistiamo a una diversa circolazione anti ciclonica, che cambia tra pianura e montagna, e a pressione di aria calda che arriva prima in montagna". 

La variazione climatica riconfigura il calendario del turismo bianco: "Chiaramente all’Abetone, con l’aumento della temperatura, diminuiscono i giorni utili per la stagione sciistica", osserva Gozzini. Non solo: "Le precipitazioni sono in aumento, piove più che nevicare. In Francia e in Europa è stato un anno molto caldo, quindi in prospettiva aumenteranno le precipitazioni nel Nord Europa e avremo meno precipitazioni nell’area mediterranea". 

Alle nostre latitudini e altitudini: "Nel Nord ovest della Toscana piove meno rispetto al passato - annuncia l'esperto - con periodi di siccità. Nel 2022 nel periodo Gennaio/Ottobre abbiamo segnato un meno 30% di piogge. Una stagione più ridotta è il trend che porta ad un accorciamento della stagione sciistica su tutto l’arco appenninico, anche in regioni come l’Abruzzo".


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