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Attualità giovedì 30 gennaio 2020 ore 14:51

Formazione e lavoro, 48 milioni per Pistoia

E' a quanto ammonta la somma investita dalla Regione in provincia per il sistema di istruzione e per le politiche attive del lavoro



PISTOIA — "Con una media annua di 9,6 milioni di euro, ammonta a 48 milioni di euro la somma investita dalla Regione in provincia di Pistoia per il sistema regionale di educazione, istruzione e formazione e per le politiche attive del lavoro".  Lo riferisce una nota della Regione sulla base delle cifre del consuntivo 2015-19 rese note stamani dall'assessore all'istruzione Cristina Grieco nel corso di Lift (Lavoro, istruzione, formazione e transizioni), l’iniziativa promossa dalla Regione Toscana che si è tenuta nella sala Nardi della Provincia di Pistoia.

L’intervento economicamente più consistente (18 milioni di euro) è stato destinato all’edilizia scolastica. Alle attività di formazione sono stati dedicati 16 milioni di euro, mentre 14 milioni sono andati per interventi di educazione e diritto allo studio. “A Pistoia – ha precisato l’assessora Grieco, che è anche la coordinatrice della Commissione istruzione, lavoro, innovazione e ricerca della Conferenza delle Regioni italiane – sono stati oltre diecimila (10.738) coloro che hanno partecipato ai percorsi formativi finanziati dalla Regione, mentre oltre tremilaottocento (3.866) quelli che hanno beneficiato di interventi individuali finalizzati alla formazione e all’inserimento lavorativo. Si tratta in tutto di quasi 15.000 soggetti. Molto buoni anche i risultati ottenuti grazie ai servizi dei Centri per l'impiego sul territorio, che evidenziano ottimi dati sia in termini di inserimento nel mondo del lavoro che di gradimento dei servizi offerti. E’ il modello toscano del Lift, l’ascensore sociale attraverso il quale puntiamo a collegare sempre meglio il mondo della scuola con quello del lavoro e a creare occupazione, in particolare per i giovani”.

"Oltre il 60 per cento di coloro che hanno stipulato un patto di servizio con i CPI nel corso dell’anno - sottolinea la Regione-  ha ottenuto un’opportunità di inserimento nel mercato del lavoro. Si tratta di una cifra che sale al 77 per cento nel caso dei giovani. Secondo un’indagine condotta dall’Irpet, in Toscana i disoccupati che accettano le proposte avanzate dai CPI hanno più dell’85 per cento di possibilità di trovare occupazione. A Pistoia sono quattro i CPI attivi: nel capoluogo, a Quarrata, Monsummano e Pescia. A loro si affiancano il servizio territoriale di San Marcello Pistoiese e i 4 web learning points. Lo scorso anno i CPI pistoiesi hanno preso in carico 19.498 utenti attivando oltre 38.000 azioni finalizzate a trovare occupazione. Sono 605 i disoccupati residenti nella provincia di Pistoia che hanno aderito al Pio, il Piano integrato per l’occupazione. Quasi 9 su dieci hanno regolarmente concluso il percorso di politica attiva per il lavoro e il 60 per cento è stato effettivamente avviato al lavoro".

"Con un gradimento pari all’80,9 per cento degli utenti i CPI della Toscana sono quelli meglio valutati in Italia, seguiti con l’80,1% da quelli veneti ed emiliani - prosegue la nota dell'ente- Un’indagine condotta a fine 2018 da Ismeri Europa, mostra che dopo sei mesi dalla fruizione dei servizi il 46,3 per cento degli utenti erano occupati, un dato che sale a oltre la metà (52,2) nell’arco di due anni. Tre occupati su 4 continuano ad esserlo dopo almeno un anno. L’88% è soddisfatto del suo impiego e il 76 per cento lo ritiene coerente con il proprio percorso formativo e professionale. La Toscana è la regione che dal 2014 al 2018 ha ridotto maggiormente (dal 13,8 al 10,6) la percentuale di giovani che abbandona prematuramente gli studi, un dato perfettamente in linea con la media europea, mentre quella italiana è al 14,5".

"Tra le nuove opportunità  - conclude la Regione- figurano i voucher formativi just in time, che assegnano fino a 6.000 euro a quelle imprese disponibili ad assumere personale formato in modo specifico. Esistono poi percorsi formativi brevi rivolti a disoccupati, inoccupati e inattivi. Per favorire l’assunzione dei NEET, i giovani tra i 18 e i 30 anni che non studiano e non lavorano, ci sono contributi fino a 4.000 euro per le aziende. Un ulteriore incentivo è rappresentato dal finanziamento di 3.000 euro per due anni delle staffette generazionali tra lavoratori, tra chi va in pensione anticipata a chi viene assunto dopo un tirocinio".



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