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Cronaca martedì 09 marzo 2021 ore 11:25

"Portami una gallina" e arrivava la droga

carabinieri

Stroncato un giro di spaccio sul territorio provinciale con 20 ordinanze di custodia e l'impegno di 100 carabinieri dopo oltre 7 mesi di indagini



PROVINCIA DI PISTOIA — Vasta operazione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti da parte dei carabinieri di Pistoia: più di 100 militari sono stati impiegati nell'esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare (5 in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria), perquisizioni e controlli nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di una fiorente attività di spaccio, svolta principalmente nel comune di Quarrata ma capace di operare su tutta la provincia pistoiese e saltuariamente nelle province limitrofe. 

Le indagini dei militari sono iniziate a seguito di un arresto in flagranza effettuato a Quarrata hanno nel dicembre 2019 nei pressi di piazza Aldo Moro. Dall'analisi del telefono in uso all'arrestato sono emerse numerosissime conversazioni e contatti dal contenuto inequivocabilmente riconducibile alla cessione di droga, elementi che hanno confermato l'esistenza di una ampia rete di vendita continuativa di sostanze stupefacenti. Coordinate dalla procura di Pistoia, sono state avviate delle intercettazioni telefoniche e ambientali per ricostruire il complesso panorama dello spaccio di hashish e marijuana sul territorio della piana pistoiese.

Quello che è emerso dalle indagini, che hanno visto i carabinieri analizzare oltre 20.000 telefonate, è stata l'esistenza di "una pluralità di soggetti dediti allo spaccio di stupefacenti che, sebbene non organizzati in una rigida e formale struttura associativa, operavano frequentemente in concorso tra loro, spalleggiandosi e scambiandosi all'occorrenza favori e clienti". 

Le cessioni al dettaglio venivano per lo più effettuate da cittadini italiani, ciascuno dei quali aveva proprie 'zone di competenza' e platee di clienti. All'occorrenza però, quando non potevano soddisfare le richieste degli acquirenti per la momentanea indisponibilità della sostanza, "non esitavano ad indirizzarli presso gli altri spacciatori, che a loro volta ricambiavano il favore, in una sorta di equilibrio criminale dove ciascuno degli indagati aveva il proprio sicuro bacino di consumatori interscambiabile però con gli altri", hanno spiegato gli investigatori. 

Le modalità di spaccio erano ben collaudate: attraverso telefonate dal contenuto criptico ma evidentemente ben conosciuto dagli interessati, i clienti prenotavano l'acquisto di "una gallina, un caffè, una marmitta", terminologia utilizzata per rendere ben chiaro quantità e tipologia di sostanza richiesta. Gli appuntamenti venivano poi fissati nel giro di pochi minuti e quasi sempre negli stessi luoghi, anche vicino ad alcune scuole.

Le misure di custodia eseguite oggi, con l'operazione Thunderstorm, rappresentano l'atto finale di oltre 7 mesi di indagini durante le quali gli uomini dell'Arma avevano già arrestato in flagranza di reato 10 individui, sequestrato 15.000 euro in contanti e recuperato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente dalle quali avrebbero potuto essere ricavate circa 12.000 dosi di hashish, 6.000 di marijuana e 500 di cocaina, per un valore complessivo ricavabile dalla vendita al dettaglio di circa 180.000 euro. 

Nel corso dell'operazione di questa mattina, che ha visto coinvolte anche le unità cinofile di Firenze per la ricerca di stupefacenti e il supporto del 4° nucleo elicotteri di Pisa, sono state effettuate anche numerose perquisizioni domiciliari, sia nei confronti dei soggetti arrestati che di altri indagati in stato di libertà, con ulteriore sequestro di sostanze stupefacenti. 

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