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Attualità domenica 11 aprile 2021 ore 08:49

"Riaprite o riapriamo", terziario ancora in piazza

negozio chiuso
Il timore è che molte aziende non riescano a superare la crisi

Senza disposizioni per la ripresa delle attività i commercianti sono pronti a procedere da soli, e intanto manifestano uniti a Firenze



PISTOIA / PRATO — “Fateci riaprire. O riapriamo da soli”: è questo lo slogan scelto da Confcommercio Toscana per lanciare la manifestazione di protesta in programma martedì 13 aprile a Firenze, con ritrovo alle 11 in via Cavour davanti al palazzo della prefettura. Una giornata che abbraccia tutto il mondo delle imprese del terziario – commercio, turismo, servizi –, alla quale prenderà parte anche il sistema di Confcommercio province di Pistoia e Prato, assieme ai propri iscritti.

Già lo scorso venerdì gli imprenditori del settore sono scesi in piazza Duomo a Pistoia per chiedere l'azzeramento della tassa sui rifiuti, Tari. Ora la costola interprovinciale pistoiese e pratese si unisce alla richiesta regionale di poter riaprire le attività. Al termine della manifestazione, sarà consegnato al prefetto del capoluogo toscano Alessandra Guidi, che coordina tutte le prefetture della regione, un documento con le richieste da portare al Governo.

"E' impossibile dopo 13 mesi continuare a usare le aziende del commercio, del turismo e dei servizi come capro espiatorio della pandemia – afferma Stefano Morandi, presidente di Confcommercio Pistoia e Prato - continuando a chiuderle come unica soluzione all’arresto dei contagi. Questa strategia non funziona e lo stiamo vedendo giorno dopo giorno: è evidente che il virus segue altre logiche, altrimenti oggi dovremmo essere fuori dall’emergenza. Chiedere ancora sacrifici risultati inutili alle aziende e, allo stesso tempo, non essere in grado di far funzionare la macchina vaccinale in modo efficiente, è gravissimo. Non siamo più disposti a tollerarlo".

“La misura è colma – dichiara Tiziano Tempestini, direttore dell'associazione di categoria -. Da un anno le aziende vivono in un limbo, senza lavoro e senza alcuna certezza per il futuro. Per non parlare dei sostegni, del tutto insufficienti a colmare le perdite. Molte attività non sopravvivranno e con loro se ne andrà la linfa vitale della nostra area. Ci siamo mossi su più fronti per mettere in luce le istanze del terziario, finora senza successo. Adesso basta: ci faremo sentire chiedendo una data certa per le riapertura di tutte le attività, senza alcuna esclusione, altrimenti faremo da soli. Fisseremo una data in cui riaprire negozi, ristoranti, bar, palestre, cinema e teatri che da troppo tempo sono chiusi o fortemente limitati nell’attività".

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