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Attualità venerdì 23 aprile 2021 ore 08:37

"All'ospedale l'ondata Covid non è mai finita"

Il dottor Nenci si vaccina per primo
Il dottor Nenci durante la vaccinazione nel dicembre 2020

Parla il coordinatore dell'area per Sars-Cov-2 al presidio San Jacopo, sotto pressione ormai da mesi nella provincia che è rimasta a lungo zona rossa



PISTOIA — "All'ospedale San Jacopo di Pistoia, in pratica, si è avuta un’unica seconda ondata che è iniziata attorno al primo settembre 2020, con una salita più lenta rispetto al marzo precedente, e che dura tutt’ora". Lo afferma il dottor Gabriele Nenci, coordinatore dell'Area Covid-19 nel presidio pistoiese che è il polo di riferimento primario per gli infetti da Sars-Cov-2 nell'intero Pistoiese. E lì, racconta, le corsie sono trincee con un'unica, infinita alta marea pandemica.

L’analisi dei dati, in particolare del numero dei ricoveri giornalieri, svela una non così netta separazione fra le varie fasi pandemiche, in particolare quelle successive all’estate 2020: la cosiddetta seconda e terza ondata. Dal primo settembre 2020 al 18 aprile 2021, solo nel presidio ospedaliero di Pistoia sono state ricoverate 1615 persone nei setting adibiti presso l'ospedale, le 5 aree di isolamento: B (in precedenza Area chirurgica B), C (ex Area medica C), D (ex Area medica D), WS (ex Week-Surgery), oltre alla Terapia intensiva, comprensiva anche di alcune parti delle sale chirurgiche. 

Rispetto alla prima fase della pandemia (marzo-agosto 2020) i 229 giorni della seconda fase (settembre 2020-aprile 2021) hanno visto colpiti pazienti con età media decisamente più bassa, rispettivamente 70 e 54 anni, e di conseguenza con un numero di comorbidità inferiore. La gestione dei pazienti ha portato ad un utilizzo della ventilazione non invasiva (caschi Cpap e ossigenoterapia ad alti flussi) in percentuale variabile dal 25 al 45% con conseguente rilevante aumento del carico di lavoro per il personale medico e infermieristico.

Nelle giornate di picco al San Jacopo si è arrivati a dover gestire 100 - 120 pazienti di cui almeno un 30% sottoposti a ventilazione non invasiva per la grave compromissione polmonare per polmonite interstiziale bilaterale da Covid-19. "Nelle criticità legate a un numero elevato di pazienti e alla necessità continua di adeguare i posti letto in base alle richieste del pronto soccorso - spiega Nenci ringraziando tutte le strutture e le specialistiche che hanno concorso alla tenuta dell'attività ospedaliera - la direzione sanitaria ha svolto un ruolo fondamentale, quotidiano, capillare e sempre basato sul buon senso oltre che sui dati oggettivi".

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