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Attualità sabato 24 aprile 2021 ore 09:59

Ristoratori a due velocità verso la ripartenza

tavolino apparecchiato

Dalla categoria si evidenzia l'esasperazione di un settore toccato dal coprifuoco anti Covid e diviso tra chi ha spazi all'aperto e chi no



PISTOIA — “Il 26 Aprile non sarà una ripartenza, non per il settore della ristorazione". A dirlo sono i ristoratori di Fipe Confcommercio della provincia di Pistoia che manifestano "l’esasperazione dell’intera categoria alla luce delle nuove misure inserite nel Decreto Legge che entrerà in vigore dal 26 Aprile". Lunedì è dietro l'angolo, e il settore si trova toccato dal coprifuoco alle 22 e diviso tra chi ha spazi all'aperto e dunque potrà esercitare in regime di seminormalità e chi invece non può contare sulla possibilità di allestire il servizio fuori e dunque dovrà proseguire sul sentiero angusto delle restrizioni anti contagio da Covid-19.

"Viene divisa la categoria, dando la possibilità di lavorare solo a chi ha tavoli all’esterno. Forse non ci rendiamo conto che per gli altri, e si parla di molte attività nella nostra provincia, queste misure - affermano da Confcommercio in una nota - sentenziano un prolungamento del lockdown. E ciò avviene dopo 14 mesi in cui molti non hanno lavorato, non hanno guadagnato e hanno perso gran parte dei risparmi su cui hanno costruito la propria vita".

"Per non parlare del mantenimento del coprifuoco dalle 22 almeno fine a metà giugno. Per noi significa dover terminare il servizio alle 21, orario in cui gli italiani sono soliti cenare. Per le città significa svuotarsi e lasciare spazio a sempre maggior degrado. Per i turisti significa non avere voglia di visitare il nostro paese".

E allora: “Abbiamo il diritto di lavorare, proprio come tutti gli altri settori. Siamo stanchi di pagare il prezzo dell’incompetenza di uno Stato che oggi più che mai dovrebbe guidarci e invece ci tratta come capro espiatorio. Gli errori sono stati fatti, ma non da parte nostra: la campagna vaccinale fa acqua da tutte le parti - puntano il dito dalla federazione di pubblici esercizi - la struttura delle chiusure e delle riaperture a intermittenza non ha prodotto gli effetti annunciati, i controlli sul territorio sono insufficienti".

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