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domenica 22 luglio 2018

TURBATIVE — il Blog di Franco Bonciani

Franco Bonciani

Franco Bonciani, fiorentino, uomo di sport in generale e piscinaro in particolare. Con uno sguardo attento e scanzonato su quello che gli succede attorno

Perchè la sinistra perde

di Franco Bonciani - giovedì 28 giugno 2018 ore 07:30

Dopo le apocalissi elettorali del 4 marzo e del 24 giugno, che hanno portato al governo gialloverde ed alla presa di roccaforti toscane come Siena, Pisa e Massa da parte della destra, in molti si chiedono dove abbia sbagliato chi c’era prima, come si sia arrivati a questo punto.

Non mi è capitato di leggere autocritiche sensate e ammissioni di colpa, si sentono alibi che farebbero scompisciare dal ridere se non fosse che chi te li propina pretenderebbe anche che tu ci credessi, e allora vedo di dare il mio contributo.

Che sia cosa seria o meno, lascio a voi giudicare.

La sinistra era ed è destinata a perdere, o ad avere vita durissima, per un paio di peccati originali. Scelte sbagliate fin dall’inizio, che poi tutto quello che è venuto dopo è stata una conseguenza naturale.

Innanzitutto la scelta di campo: o che si sceglie la sinistra? La sinistra è sempre percepita come qualcosa di infido, negativo, pericoloso.

Quando si parla di un collaboratore bravo, si dice “è il mio braccio destro”. Avete mai sentito dire “è il mio braccio sinistro?”. Una voce, un suono, una luce sinistra sta sempre ad indicare qualcosa di losco, pauroso, insomma, nell’immaginario collettivo la sinistra rappresenta il male, un tiro mancino è qualcosa che sa di fregatura, a meno che non sia una giocata di Maradona (che comunque, anche lui, qualche difettuccio ce l’ha).

Adesso leggo molti commenti di gente trionfante sull’onda del successo elettorale, che definisce chi ha perso “i sinistri”. Che suona sinistro, appunto.

Eppoi, il colore scelto: il rosso. Anche qui, benedetti figlioli, chi l’ha scelto poteva essere più bischero?

Una bandiera rossa al mare vuol dire che non si può fare il bagno. Se è in rosso il conto in banca sono cose brutte. Se in auto si accende una luce rossa sul cruscotto c’è da stare preoccupati. E, sempre in macchina, il rosso agli incroci non è mai un bel vedere, siamo bloccati, si consuma di più e guai a chi si muove. Mentre col verde si passa, col giallo quasi. Stai a vedere che questo governo l’hanno scelto gli elettori pensando al semaforo.

Bisogna rimediare. Intanto proponendo una rotazione nella politica: per cinque anni nella legislatura uno sta a destra e uno a sinistra, poi si invertono le parti. Qualcuno, illuminato, lo fa già.

Poi, basta con questo rosso dappertutto. Proviamo con un fucsia, magari un albicocca. Male male un terra di Siena, così, per provare.

Franco Bonciani

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