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sabato 22 luglio 2017

Attualità lunedì 03 luglio 2017 ore 13:00

Tornano gli Stati generali della Montagna Toscana

Anci e Regione hanno presentato l'evento di giovedì 6 luglio. Obiettivo, rilancio e valorizzazione per 128 Comuni montani e 600mila abitanti

FIRENZE — Far rinascere i territori della montagna toscana, valorizzarli e investire, per farli rinascere e invertire la tendenza allo spopolamento e all'abbandono: si parla di 128 Comuni con 600mila abitanti, per una superficie che è un terzo di quella complessiva della regione.

Questi gli obiettivi degli Stati generali della montagna convocati per giovedì prossimo a Firenze. A distanza di 10 anni dall'ultima conferenza regionale, le ragioni di chi vive in montagna tornano al centro di una grande assise pubblica, in programma dalla mattina al pomeriggio del 6 luglio presso il cinema La Compagnia (via Cavour, 50 Rosso).

Un appuntamento fondamentale del percorso della rassegna Dire e Fare, organizzato da Anci Toscana e Regione, per una grande occasione di ascolto, confronto e proposta che arriva in un momento cruciale: dopo la crisi economica e finanziaria globale, che non ha risparmiato la finanza pubblica ed in particolare i servizi ed i territori periferici, e all'inizio di una fase di cauta ripresa complessiva.

Gli stati generali serviranno a compiere una ricognizione su ciò che è e ciò di cui ha bisogno la montagna per accompagnare questo rilancio: dai servizi sanitari a quelli scolastici, dal sistema di trasporto reale alle connessioni virtuali, dalle potenzialità turistiche a quelle agricole.

"Vogliamo vivere la montagna come opportunità – ha detto l'assessore regionale all'agricoltura e alle politiche della montagna, Marco Remaschi - una grande opportunità di crescita sostenibile, e come un alleato per migliorare la qualità della vita. Non vogliamo invece subirla come un problema. Gli Stati generali di giovedì serviranno a questo: a sottolineare il bisogno di dare alla montagna il giusto valore e individuare gli interventi più adatte per questo obiettivo. Per far questo servono politiche integrate, capaci di dare risposte su più fronti, perché per vivere in montagna occorrono servizi per i quali non possono valere le stesse regole di economicità che devono essere rispettate in città. E dunque occorre un lavoro integrato su agricoltura, turismo, commercio, trasporti, sanità, sociale, servizi, perché tutto questo rende possibile continuare a vivere in montagna".

"Facciamo un esempio concreto, internet ad esempio", ha spiegato l'assessore della Toscana alla presidenza, ai rapporti con gli enti locali e ai sistemi informativi, Vittorio Bugli. "Senza internet e soprattutto una connessione veloce è impensabile oggi vivere o aprire un'attività economica. Fino a ieri in molti paesi spersi in montagna si navigava sulla rete male. L'anno scorso abbiamo portato la banda larga ovunque, con risorse anche della Regione, laddove con le sole logiche di mercato non sarebbe mai arrivata. Ed ora sono partiti gli interventi per la banda ultralarga e poter navigare in internet ancora più velocemente, il che vuol dire poter utilizzare appieno i sempre più diffusi servizi on line, anche della pubblica amministrazione". "Questo - ha concluso - ha convinto imprese a non trasferirsi e cittadini a tornare a vivere in montagna. Con la cosiddetta ‘economia condivisa' e la partecipazione, assieme agli enti locali e alle associazioni, stiamo invece studiando modi, opportunità e occasioni per potenziare altri servizi, con car-sharing di comunità o della pubblica amministrazione".

MARCO REMASCHI SU STATI GENERALI DELLA MONTAGNA TOSCANA - dichiarazione
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