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sabato 30 luglio 2016

Attualità martedì 12 gennaio 2016 ore 18:30

Sta per nascere il Comune unico

La commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani, licenzia a maggioranza la proposta di legge che porta a termine la fusione

ABETONE — Con il 1° gennaio 2017 nascerà il comune di Abetone Cutigliano, mediante fusione dei due comuni in provincia di Pistoia. Il nuovo comune avrà 2.170 abitanti, nove consiglieri comunali ed un massimo di tre assessori.

I due comuni, fino alla metà degli anni Trenta, erano un unico comune.

E’ quanto prevede la proposta di legge licenziata a maggioranza dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Giacomo Bugliani (Pd). I consiglieri dei gruppi M5S e Lega Nord hanno votato contro.

Il presidente ha ricordato che nel referendum consultivo del novembre scorso, ad Abetone i voti validi sono stati 311: 113 hanno detto sì alla fusione e 198 hanno detto no (una scheda nulla). A Cutigliano i voti validi sono stati 699, 641 si 58 no (una scheda bianca e 4 nulle). Il dato complessivo è 754 sì, 256 no, circa i 2/3 a favore della fusione. “Si tratta di capire quale criterio privilegiare in questo caso particolare – ha rilevato Bugliani – Ad Abetone, seppure in misura non schiacciante, ha vinto il fronte del no, mentre a Cutigliano, invece, si è affermato in modo molto più prepotente il fronte del sì. Possiamo tenere conto del dato generale, oppure del risultato di ciascun comune”.

Per Claudio Borghi (Lega Nord) il processo di fusione è una sorta di ‘matrimonio’, per il quale “è necessario il consenso di ambedue gli interressati”, in assenza del quale non è opportuno procedere, tenuto anche conto che ci sono state due consultazioni distinte. “E’ in atto un processo di centralizzazione – ha aggiunto Marco Casucci (LN) Il centralismo, in nome dell’efficienza e dei risparmi, non potrà che produrre danni, perché va a toccare il sentimento delle comunità locali”.

Di parere opposto Leonardo Marras (Pd), secondo il quale si tratta di un passaggio importante, perché siamo alla vigilia di un nuovo patto di governo tra Regione e comunità locali. “La fusione è la soluzione istituzionale principe per i piccoli comuni, che hanno un forte radicamento identitario locale, ma non sono in grado di svolgere le funzioni proprie – ha affermato Marras – Il perfezionismo è la malattia infantile del riformismo. Mettiamo un punto e andiamo avanti, verificando la possibilità di passi ulteriori sul territorio”.

Per Gabriele Bianchi (M5S) l’esito referendario è stato chiaro. “Calcolare il risultato come se ci fosse già il comune unico – ha dichiarato - è una distorisione che affossa la rappresentanza democratica e mina l’espressione delle singole realtà locali”.

“Prima si portano i Comuni alla fame, poi si dà loro un contentino, purché facciano certe scelte – ha aggiunto Enrico Cantone (M5S)Cosa andiamo a dire ai cittadini di San Marcello pistoiese e di Piteglio?”.

“Sappiamo che stiamo aprendo una pratica diversa rispetto al passato e ce ne assumiamo la piena responsabilità – ha replicato Massimo Baldi (Pd) – Il risultato del referendum merita una valutazione, al di là del 75% circa complessivo favorevole alla fusione. Abbiamo un comune che ci dice sì con percentuali bulgare ed un comune che ci dice no con una percentuale più moderata. Il Consiglio regionale non può limitarsi a fare il passacarte, ma valutare”.

La proposta di legge prevede che le funzioni degli organi di governo del Comune di Abetone Cutigliano, fino all’insediamento dei nuovi organi dopo le elezioni amministrative, siano esercitate da un commissario. Entro il 31 di quest’anno i sindaci dei comuni oggetto della fusione definiranno l’organizzazione amministrativa provvisoria del nuovo comune, il cui statuto potrà prevedere l’istituzione di municipi, organismi privi di personalità giuridica, allo scopo di preservare e valorizzare l’identità storica delle comunità locali originarie e di realizzare il decentramento di funzioni.

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